processione statua addolorata Taranto

La lunga notte dell’Addolorata

Conosciamo bene i riti della Settimana Santa qui a sud.
“Non voglio vedere certe cose, non mi piacciono, non mi appartengono ”, si continua a ripetere.
Ma arriva quel momento nella vita in cui comprendi che i riti fanno parte di te, li hai vissuti indirettamente per anni. Ora sei più maturo e consapevole di quello che ti accade intorno e le osservi con un’attenzione diversa.
Ed è per questo che quest’anno ho deciso di accogliere la testimonianza della fede nella provincia tarantina durante “la Settimana Santa”.

 

La scelta: Taranto

 


La mia ricerca non poteva non iniziare dalla città dei due mari, Taranto: è qui che il mio grandissimo amico Lorenzo – un tipetto da tener d’occhio –  mi ha spiegato, mostrato e documentato con splendide foto, i riti della sua città.
Ho scelto il Giovedì Santo con le Perdune verso i Sepolcri e la Processione dell’Addolorata.
Un evento che rientra nel triduo pasquale tarantino, momenti salienti della settimana insieme ai Misteri del venerdì.

 

 

Le perdune accanto

 

Taranto perdune in processione settimana santa
Perdune

Le perdune sono i confratelli dell’ Arciconfraternita del Carmine che in coppia con una mozzetta bianca, incappucciati e a piedi nudi , attraversano la città per far visita ai Sepolcri (gli appariscenti altari della reposizione allestiti in ogni chiesa della città Vecchia e Nuova) , con movimento lento e dondolante detto  “a nazzicate”. Le coppie, dette “poste”, camminano vicine, spalla a spalla, e quando si incontrano lungo la strada, si salutano con u salamalicche (parola di origine araba  “ salam aleikum ”, la pace sia con te) , portando il rosario e i medaglieri contro il petto.

L’incontro è emozionante e inaspettato, passeggiando verso la via che conduce alla chiesa del Crocifisso mi trovo davanti la prima coppia e poco distante un’altra coppia ancora. Li osservo incuriosita, assisto a qualcosa di nuovo, ne sono affascinata soprattutto per il riguardo mostrato dai tarantini nei loro confronti perché non invadono il loro pellegrinaggio.

Proseguiamo il cammino visitando altri sepolcri condividendo i racconti dei riti nei nostri paesi ricordando le parole della nonna che diceva che i sepolcri da visitare devono essere dispari, ma perché dispari non lo sappiamo e ci domandiamo a quale superstizione, o conoscenza ancora da scoprire, si riferisca. Quanto sono belli i racconti del sud!!!
Ma sta per giungere la mezzanotte, e dopo un buon panzerotto e una birra fresca si corre verso la chiesa di San Domenico Maggiore, sta per uscire l’Addolorata.

 

Ore 0.00 La lenta marcia dell’Addolorata

 

Taranto Città Vecchia di notte
foto di @poesianellestrade

Un culto, quello dell’Addolorata introdotto nel XVII secolo dal canonico Vincenzo Cosa, devoto della Madonna. In questa processione ci sono i confratelli di un’altra confraternita quella di Maria Santissima Addolorata e San Domenico riconoscibili dalla mozzetta nera e dalle scarpe indossate.
L’avviso dell’inizio della processione viene data dal suono della Troccola e dalla corsa dei bandisti intorno a noi, devono raggiungere i colleghi per eseguire, all’uscita dell’Addolorata,  “A Gravame” la marcia funebre dedicata ad un giovane musicista della banda scomparso prematuramente. Ed ecco il momento, tutto in pochi minuti. L’uscita della Madonna a mezzanotte in punto, il consueto applauso ci invade, tutti stretti ascoltiamo la prima marcia funebre della serata.

 

Il suono della troccola scandisce il ritmo della processione e intuiamo che sarà lento, decidiamo così di spostarci per poter osservarla da una prospettiva migliore. L’attesa sembra infinita, occorre mantenersi svegli, così entriamo in un bar particolare, improvvisato.Taranto Vecchia è piena di questi posti dove è possibile acquistare da bere, dove entrare in contatto diretto con la comunità del posto. Ciò che attira la mia attenzione e la musica diffusa all’interno del locale: sono le marce funebri che di lì a poco saranno eseguite dalla banda tarantina. Pare che ogni tarantino si prepari all’evento ascoltandole per l’intera settimana, ne conoscono il ritmo a memoria.
Sono ormai le 3, la processione sta arrivando.


L’unione del popolo tarantino

 

Con il sopraggiungere della processione tutto cambia, un rispettoso silenzio avvolge la via.
Da questo momento tutta la folla si stringe intorno all’Addolorata. La commozione negli occhi di chi l’osserva in rispettoso silenzio è palpabile. Questo silenzio che accompagna il passaggio pare un canto corale, una preghiera che ognuno di loro volge alla madonna per chiedere il suo aiuto, la sua protezione. Come una madre abbraccia tutti i presenti ed ha abbracciato anche me facendomi sentire  parte della comunità.
La musica diffusa della banda rende il tutto più coinvolgente e suggestivo, come un’unica colonna sonora in grado di unire la processione e il borgo antico, la sofferenza e la Città Vecchia, uno scenario struggente quanto unico.

 

La notte è ormai giorno

 

La processione continuerà per tutta la notte, attraverserà il ponte girevole all’alba e rientrerà nella città vecchia nel pomeriggio del Venerdì Santo, dopo una piccola sosta dalle Suore dell’Immacolata, per il ristorare i confratelli, da lì riprenderà il cammino per rientrare nella chiesa di San Domenico.

Sono le 4,30.A malincuore non posso seguire l’intera processione, i miei occhi sono diventati piccoli come i trafori nei cappucci delle perdune, sono stanca, ma mi riprometto di ritornarci e di vivere l’alba sul Ponte Girevole, altro luogo rappresentativo dei tarantini. La suggestione sarà forte e unica, vedere lì l’Addolorata che ricongiunge il borgo antico con la città nuova.Si potrà osservare i pescatori, li immagino fermi a porre una preghiera, confidano in Lei per la buona riuscita della pesca.
Rientriamo in macchina, c’è silenzio in città, da lontano e possibile sentire le note fievoli delle marce funebri. La lunga notte finirà alle 15 del giorno dopo, ma è già Venerdì Santo, cominciano i Misteri.

(foto copertina #poesianellestrade )

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